Recensione “Assassinio sull’Oriente Express”

Eccomi qui, alle prese con un nuovo consiglio letterario da darvi. In questi giorni (a dir la verità solo due), sono stata perlopiù occupata dall’esigenza di terminare lo splendido romanzo di Agatha Christie “Assassinio sull’ Orient Express”. Non avevo mai visto il film ed ero terribilmente curiosa di leggere questo capolavoro. Beh è uno di quei romanzi che non si dimenticano facilmente, che ti prende e che ti “chiama”, per ricordarti che deve essere letto. Adoro quando trovo uno di questi racconti che mi costringe a leggere anche fino a notte fonda.

Hercule Poirot è in viaggio sul treno Orient Express nella carrozza Istanbul Calais, occupata, come nota subito il nostro detective, dalla più variegata delle compagnie. Ci sono infatti persone di differente ceto sociale, età e nazione, che, per caso o forse no, si sono ritrovati a viaggiare in quel non troppo usuale periodo dell’anno. Troviamo l’americano Samuel  Ratchett con il suo cameriere Edward Masterman e il segretario Hector MacQueen, il conte e la contessa Andrenyi, la principessa Dragomiroff con la cameriera tedesca Hildegarde Schmidt, l’italiano Antonio Foscarelli, lo stravagante Cyrus Hardman, la gelida Mary Debenham e il suo strano rapporto con il colonnello Arbuthnot, la mite Greta Ohlsson con l’eccentrica Caroline Hubbard e il controllore Pierre Michel. Durante una tempesta di neve, a notte fonda e con il treno fermo, Samuel Ratchett viene ucciso: Poirot sente un uomo scusarsi in francese con il controllore e, mettendo il naso fuori dal suo scompartimento, nota una donna con uno strano kimono scarlatto con dipinti dragoni verdi. Un’indagine accurata, il giorno dopo, gli permette di capire che Ratchett non è la vera identità dell’uomo, bensì si tratta di Cassetti, coinvolto qualche anno prima, nell’orribile delitto di una bambina di tre anni: il delitto Armstrong. Poirot inizia quindi a interrogare i passeggeri che hanno un alibi perfetto, forse troppo, cosa che, alla fine, lo porta a risolvere l’enigma che sembrava impossibile. Il finale è sconvolgente e suscita numerosi interrogativi.

Ecco, davvero non posso scrivere di più altrimenti vi rovino tutto. Se non avete visto il film ve lo consiglio caldamente perché, questa lettura da “brivido”, vi terrà con il fiato sospeso fino all’ultima riga.

“Ah, ne conviene? Non ci ha mai pensato nessuno, credo. Eppure…sembra fatto apposta per un romanzo, amico mio. Intorno a noi c’è gente di ogni condizione sociale, età e nazionalità. Per tre giorni, questi estranei saranno costretti a restare insieme. Dormiranno e mangeranno sotto lo stesso tetto, non potranno allontanarsi l’uno dall’altro. E alla fine dei tre giorni si separeranno, se ne andranno ognuno per la propria strada, per non rivedersi forse mai più”

“Questa è una bella frase” disse Poirot. “L’impossibile non può essere accaduto, quindi l’impossibile deve essere possibile malgrado le apparenze”

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