Fahrenheit 451: recensione

Finalmente ho trovato un libro che mi ha di nuovo trascinata nel suo vortice. È uno di quei periodi in cui un romanzo mi deve proprio catturare per  permettermi di continuarne la lettura. Il volume in questione è “Fahrenheit 451” di Ray Bradbury, un classico moderno che volevo leggere da tempo. 

In un futuro imprecisato e oscuro dopo il 1960, Guy Montag si trova a far parte dell’ordine degli incendiari, deputato alla distruzione dei libri. Al termine di una giornata di lavoro sulla salamandra dalla sirena squillante,  tutto puzzolente di cherosene, l’uomo tornando a casa fa un incontro che gli cambia la vita con la giovane Clarisse. La ragazza è una “pazza” per la società, le piace osservare le cose e le persone, parlare e non si sottomette alle imposizioni del governo. Ogni notte passeggia vagando per la città mentre a casa sua si chiacchiera e discute, abitudine ormai andata in disuso e “pericolosa” per la felicità umana. Nessuno da tempo riesce a penetrare i recessi dell’anima di Montag come fa Clarisse alla luce di quella bellissima luna, nemmeno la moglie Mildred completamente persa in un mondo virtuale e che proprio quella sera tenta di togliersi la Vita con un flacone di barbiturici. Come ha fatto la sua Vita a raggiungere livelli così bassi e a diventare così triste? Perché nonostante abbia tutto Montag non è felice? Le risposte gli verrano date da quei volumi che sottrae dai roghi, di nascosto, durante il suo lavoro e che lo porteranno ad essere denunciato da Mildred stessa fino a diventare un ricercato in fuga da un segugio meccanico assassino.

Wow che libro fantastico, e che grande riflessione sulla cultura e la sua importanza ci permette di fare! Nel mondo di Montag i libri sono considerati pericolosi perché fanno pensare le persone. La scusa che viene data per la loro distruzione è che le riflessioni fanno essere tristi, quindi se l’essere umano vuole essere felice è meglio che si abbandoni a piaceri immediati ed ecco che colori troppo vivaci, suoni troppo alti e macchine troppo veloci invadono la società. Non si parla più, non si ha più rispetto di niente tanto che la notte la gente si diverte ad investire con le macchine gli ignari passanti e non si ha il minimo interesse per quello che sta accadendo. Una guerra atomica è in corso, muoiono persone, ma sono tutti occupati a vedere la nuova puntata del “buffone bianco” mentre un sistema dispotico decide per le loro sorti. Sono tutti dipendenti da questo mondo fittizio che dice di renderli felici ma mente invece in maniera spietata: le persone non sanno stare da sole con loro stesse, incapaci di reggere il confronto con il vuoto delle loro Vite.

Il fatto è che noi non siamo degli automi, fatti per piacere immediati e che danno assuefazione. Noi abbiamo una mente straordinaria e la vera felicità ci viene data proprio dal suo corretto utilizzo. Quando sappiamo, quando apprendiamo è allora che siamo liberi veramente e felici. Dobbiamo imparare a non disprezzare la cultura e il sapere che ci rendono indipendenti e sono un tesoro che nessuno ci potrà  mai portare via. Quando ci dedichiamo alla nostra istruzione non lo stiamo facendo tanto per gli altri quanto per noi stessi, è un dono grandissimo e siamo fortunati ad avere la possibilità di accedere a qualsiasi testo presente nel mondo. Tante volte anche oggi le televisioni e i media ci propinano modelli facili, ma poi l’alcol, la droga, il sesso smodato questo perché? Perchè si tenta di soddisfare un’inappagabile desiderio di felicità che può essere raggiunta solo indagando dentro noi stessi, grazie a quella ricerca interiore che dovrebbe caratterizzare il percorso di ognuno. Che dire: buona lettura!

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