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Lush addicted!!!

Ieri pomeriggio sono uscita solo per uno scopo: andare da LUSH. Avevo finito la Karma cream e poi volevo prendere anche qualcosa tipo gel doccia. I negozi LUSH sono fantastici solo che, con tutte quelle profumazioni che inebriano l’aria, non riesco mai a capire bene qual’è l’odore di un prodotto e davvero non so se è un problema mio oppure comune e peraltro nemmeno so, poverini, come potrebbero fare per risolverlo. Comunque continuerò a comprare da loro ad oltranza perché sono ossessionata da ogni loro prodotto e perché non c’è piacere più grande del dedicarsi al proprio corpo con saponi e creme cruelty free.

Insomma, indecisa tra le varie proposte per la doccia, alla fine scovo lui: “atollo 13”. Sto parlando di un gel doccia che però è scrub, l’ho provato stamattina e, colpo di scena, lo preferisco ad “ocean salt”: non solo “scrubba” ben bene,  ma idrata che è una meraviglia! Ho preso il barattolone da 660g e ve lo straconsiglio. 

“Karma kream “è pazzesca, ha un profumo fantastico, e io la trovo assolutamente sexy ma con quel pizzico di frizzantezza in più. Molto giovanile, si stende massaggiando a dovere ma anche qui l’idratazione non ha paragoni…però il profumo crea dipendenza ve lo dico!!!

E infine la mia adorata “gurugu”, la crema mani per eccellenza. Da quando mi hanno dato un campioncino, tanto tempo fa, ho iniziato a sognarla la notte e le mie mani la richiedevano in continuazione. Il prezzo è un po’ alto, 12,50 €, però io non ho mai trovato crema mani migliore e, carissimi, il mio giudizio è assolutamente oggettivo perché di creme ne ho provate tantissime visto che le mie mani d’inverno si distruggono. Magari, se non avete grosse screpolature ma solo secchezza, potete usarla di sera prima di dormire e già farà il suo splendido effetto. Questa volta mi sono fatta dare un campioncino per i piedi e… vi terrò aggiornati! A presto!!!

  

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GTD nelle mie Filofax

Guardando qua e là video sull’organizzazione , che è proprio una delle mie ossessioni, vedevo spesso la sigla GTD ma non riuscivo a capire che cosa significasse e allora l’ho googlata ( ahahaahah ho adottato questo termine da quando l’ho sentito nel film “I love shopping”). Insomma GTD è la sigla per “getting things done” famoso libro di David Allen che spiega un metodo per l’organizzazione utile per liberare il cervello dai troppi impegni che cerchiamo spesso di tenere a mente. 

Devo dire che non ho letto il libro (uscito in Italia con il nome di “detto fatto”) però ho letto alcuni “riassunti” interessanti su vari blog che mi hanno dato interessanti idee per il setup delle mie agende. Quindi quello di cui parlo in questo post non è il metodo GTD vero e proprio o almeno non tutto!

La cosa che adoro del GTD è il concentrarsi sulle liste, e voi miei cari lettori, sapete che io sono un’avida compilatrice di elenchi: mi aiutano a svuotare la mente e mi danno un’idea visiva di quello che ho da fare, dagli impegni più importanti a quelli più banali. 

Ho quindi sostituito il monthly planner nella mia Filofax pocket (planner che mi segue ovunque ed è il mio assistente personale) con la “in” list, ovvero l’elenco di qualsiasi idea, spunto, impegno che mi passi per la testa o che mi si venga a presentare. Quando penso a quello che devo fare tutto, ma proprio tutto quello che partorisce la mia mente,va nella in list. Idea per un nuovo post? Pure! Voglio comprarmi uno smalto rosso scuro? Anche!!! Fenomenale, non potete capire la bellezza di riversare tutto quanto su quel candido foglio di carta, avere la consapevolezza che non ci può sfuggire niente: una delizia!!! Il materiale nella “in” list va poi revisionato e quindi categorizzato. Ecco quindi le liste “projects”, “next actions” e “maybe/someday”. 

  
La lista “projects” è un elenco di quegli obiettivi che per essere realizzati richiedono più di un’azione. Ad esempio comprare lo smalto non è un progetto ma l’esame di medicina di laboratorio del 16 Febbraio invece si, tenere costantemente aggiornato il mio blog anche, così come lo studio della Bibbia.

  
Segue quindi la lista “next actions” ovvero l’elenco di quelle azioni che io devo compiere nell’immediato futuro per realizzare quei progetti. Ad esempio per il mio esame la lista ad oggi segnava le attività odierne che dovevo assolutamente svolgere ovvero finire infezioni dei tessuti molli e ripetere tutta la cute

  
Mi sono creata una lista “next sections” per lo studio universitario, per lo studio della Bibbia, per il blog e per l’organizzazione

   
   

Infine c’è la lista “maybe/someday” in cui includo tutto quello che non riguarda le precedenti liste ad esempio il famoso smalto che voglio comprarmi lo metto qui.

Naturalmente tutte queste informazioni richiedono puntualità nella revisione, David Allen consiglia di rivederle ogni Domenica. Devo dire che sono parecchio entusiasta di questo metodo e voglio continuare a scoprirlo e naturalmente vi aggiornerò sempre in merito. Sopratutto la lista “next actions” mi dà proprio un segno concreto sul fatto che sto lavorando per i miei obiettivi!

Spero di essermi riuscita a spiegare bene altrimenti, per qualsiasi cosa, sono sempre qui, mi fa piacere ricevere i vostri commenti! A presto!!!

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Filofax Siena pocket

Stamattina sono andata in giro per saldi ma, come al solito, mi sono dedicata allo shopping cartopazzoso perché sono subito andata a vedere se magari avevano messo i saldi su qualche Filofax. In realtà qualche giorno fa, quando sono andata a comprare i refill per le mie agende, avevo subito notato quello che (non ci credevo!) mi sembrava un raro modello di Filofax Siena. C’era mia madre ed ho fatto finta di niente ma oggi, nella completa libertà dello shopping solitario, sono ripartita alla carica: era proprio lei. 

  

L’unica pecca che ha è il materiale, la pelle, ancora non riesco a capire perché non mettano così tanta funzionalità in un’agenda di materiale sintetico. Ho deciso, nonostante ciò, di prenderla perché piena di tasche e taschine ( ora vi faccio vedere l’interno) e perché è un modello ritirato che la Filofax non fa più, infatti era l’ultima e me la hanno data senza scatola a un prezzo scontatissimo, solo 60€. Si, è vero, non sono poche, ma credo che ai suoi tempi sia costata quanto la Malden pocket di oggi ovvero sui 90€.

Al suo interno c’era la settimana su due pagine in Italiano con anche il planner annuale verticale (che bello lo volevo comprare!) e perfino i fogli “finances” della Filofax!!! Poi divisori con le sezioni già scritte (diary, notes, finances, addresses, ecc…), tutto nei toni del cotton cream. Io ho già trasferito tutto quello che avevo nella pocket e ora vi faccio vedere le foto!

  
L’agenda al suo interno presenta innanzitutto due pen loop che però non sono elasticizzati ma in pelle, un’ampia tasca verticale per tutta la lunghezza del planner e tre tasche porta carte di credito.

  
Nella parte finale c’è un ‘altra ampia tasca verticale (in foto ecco l’altro pen loop)

  

Importante poi è l’ampia tasca portafoglio per tutta la lunghezza orizzontale del portafoglio. Il colore è un bel marrone cannella.

È molto bella, sarebbe fantastico se la Filofax facesse un’agenda così funzionale in materiale ecologico, così come fa la Franklin Covey!

  

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Divisori per Filofax Tokidoki

Insomma cari lettori, avevo un diario scolastico Tokidoki del 2013 pieno zeppo di immagini super carine ( si, vado letteralmente pazza per Tokidoki) e così, mentre la Roma in campo c’era e non c’era, ho deciso di utilizzarle per farci dei divisori per la mia Filofax pocket. 

Come base ho utilizzato dei divisori Filofax rosa, che avevo trovato nella Saffiano Springboard e poi ho tagliato le immagini che mi piacevano e ce le ho incollate sopra. Ho rifinito tutto poi con washi tape o con scotch trasparente. Alcuni magari non sono precisi precisi ma io li adoro!!! 

    
    

   
Adoro decorare l’agenda che mi segue sempre con immagini che mi piacciono e che mi mettono allegria. Utilizzando la carta del diario ho poi anche realizzato dei foglietti

   
 
Insomma mi piace troppo!!! A presto carissimi!!!!