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Recensione “Nemesi” di Agatha Christie

Continua la mia carrellata di letture “gialle”. Negli ultimi tempi ho dedicato i miei rari momenti di relax al libro “Nemesi” di Agatha Christie. Non sto ora a ripetervi, cari affezionati lettori, quanto io adori questa autrice e soprattutto il personaggio di Miss Marple. Amo i romanzi di Agatha perché c’è sempre uno spunto su cui riflettere e insegnano davvero tante cose.

Un mattino, mentre leggeva il giornale, Miss Jane Marple scopre che il suo vecchio amico, o meglio, conoscente, Jason Rafiel è morto. Quanti ricordi di quel viaggio nelle Indie Occidentali e di quel delitto che avevano risolto insieme! Pochi giorni dopo, una lettera da uno studio legale di Londra la avverte di avere una notizia importante per lei. Recatasi dai due avvocati, Miss Marple scopre che il vecchio Rafiel le ha lasciato ventimila sterline di cui potrà usufruire solo se, entro un anno, riuscirà a risolvere un altro terribile delitto…”

Questa volta Miss Marple si trova attivamente coinvolta nelle vicende del romanzo e intraprende un viaggio per cercare di scagionare il figlio del vecchio miliardario dalla terribile accusa di omicidio. La povera Jane Marple dovrà fare i conti con uno dei “sentimenti più pericolosi che esista” ovvero l’amore. Infatti l’amore può essere puro, bello e incondizionato ma può anche assumere le forme sinistre del possesso e del l’ossessione e tramutarsi in un incubo da cui non si riesce a scappare. Ragazzi quanti ho riflettuto grazie a questo libro e quanto puó essere affascinante e spaventoso l’amore! Sarà stato veramente Michael Rafiel ad uccidere Verity Hunt e Nora Broad? Chiedetelo a Miss Marple! Buona lettura!!!

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Recensione “Miss Marple al Bertram Hotel”

Eccomi qui a recensirvi un’altra delle mie letture estive: “Miss Marple al Bertram Hotel”. Questo libro mi ha entusiasmato davvero parecchio sia perché amo Londra, la Londra dagli ambienti vittoriani e anche perché Miss Marple è più attiva nella trama.

Il caro nipote Raymond ha omaggiato la sua zietta con un altro viaggio in un posto favoloso e tanto caro all’anziana signora: il Bertram Hotel di Londra. Tutto in questo lussuoso ambiente sembra resistere al trascorrere del tempo: tartine al burro come quelle di una volta, camerieri efficienti e discreti, vecchiette tutte merletti e crinoline. Luogo tranquillo e riservato in stile vittoriano, con una fama impeccabile,  il Bertram è in grado di riportare l’anziana Jane ai tempi in cui lo frequentava da ragazzina,  ma c’è qualcosa che non le quadra, tutto sembra davvero troppo immutato e fittizio: cosa si cela dietro la rispettabilità di questo lussuoso albergo? Di nuovo la nostra cara Miss Marple si viene a trovare nel bel mezzo di un’avventura che la porterà a smascherare una delle più grandi associazioni criminali del Paese.

Devo dire che ho davvero amato questo libro, di nuovo vi ho trovato un tema che sembra ripetersi nei romanzi di Agatha Christie: nulla è mai come sembra. Anche dietro ad un ambiente rispettabile e di limpida fama come il Bertram Hotel si può nascondere un genio criminale in grado di architettare le più disparate rapine. Camerieri dall’aria impeccabile che in realtà sono dei criminali o che hanno trascorsi oscuri, direttori encomiabili che nascondono invece oscuri segreti…quanto ci condiziona, a volte, l’apparenza? Sto traendo davvero molte lezioni dai libri della signora Christie ed è per questo che, anche stavolta, vi consiglio la lettura di questo bellissimo romanzo. Avvincente, ricco e intenso, non si può chiedere davvero di più ad un giallo. A presto carissimi!!!

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Recensione di “Assassinio allo specchio” di Agatha Christie

Eccomi qui, a recensirvi una lettura fresca fresca che ho fatto sotto il sole cocente di Agosto. La routine di questa settimana ha previsto sempre lettino, ombrellone, spiaggia, mare e “assassinio allo specchio” di Agatha Christie.

Siamo a St Mary Mead, il paesino Inglese in cui abita la straordinaria Jane Marple, ormai molto in avanti con gli anni e costretta a sopportare le opprimenti cure della signorina Knight. Stanca e annoiata, riceve una sola prescrizione dal dottor Haydock: occuparsi di qualcosa come ai vecchi tempi. Nemmeno a dirlo, la placida comunità viene sconvolta da un evento straordinario: nella vecchia casa della signora Bantry, Gossington Hall, viene ad abitare la famosa diva del cinema Marina Gregg con il marito Jason Rudd e, alla festa di inaugurazione della nuova abitazione, perde la Vita la signora Badcock. Morte accidentale o assassinio? Le autorità diventano sempre più certe della seconda opzione ed è qui che Miss Marple entra in azione permettendo al tenente Craddock di districarsi nell’intricato groviglio di testimoni e sospetti.

Come ogni libro di Agatha Christie, anche questo è un romanzo avvincente che tiene incollato il naso alle pagine fino all’ultima riga, però devo dire che la signorina Marple è poco presente. Io sono proprio una patita del personaggio e quindi sono rimasta un po’ delusa di leggere più delle azioni del tenente Craddock e della signora Bantry che di quelle di Miss Marple. Tuttavia è una lettura che vi consiglio caldamente, ma è una cosa assolutamente ovvia trattandosi della mitica Agatha! È un romanzo affascinante, anche per il personaggio di Marina Gregg e il finale è davvero inaspettato e sensazionale, la signora Christie non delude mai! A presto carissimi!!!

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Recensione del libro “Miss Marple nei Caraibi” di Agatha Christie

Grazie alla bontà del caro nipote Raymond, Miss Marple si trova a soggiornare in uno splendido villaggio dei Caraibi. In questo delizioso paradiso tropicale, il maggiore Palgrave la intrattiene con i racconti di tutte le sue avventure inventate o meno. Durante una di queste lunghissime e noiose chiacchierate, il vecchietto tira fuori la storia di un delitto e afferma di avere la foto dell’assassino nel portafoglio e, proprio mentre sta per mostrarla a Miss Marple, qualcosa alle spalle della vecchietta lo spaventa, diventa cianotico e cambia repentinamente discorso: quella stessa notte il vecchio maggiore viene trovato morto. La signorina Marple non accetta la teoria della morte naturale e inizia quindi una personalissima indagine che la porterà a scoprire la più sconvolgente delle verità.

Questo romanzo di Agatha Christie, oltre a tenermi con il fiato sospeso fino all’ultima pagina, mi ha fatto davvero riflettere su quanto poco sappiamo delle persone che pensiamo di conoscere. Gli altri si presentano in base a quello che dicono, a come si vestono e comportano, ma chi sono veramente? Capita infatti talvolta, e purtroppo a me è successo recentemente, che ci costruiamo un’opinione su una certa persona che si rivela poi totalmente sbagliata, lasciandoci profondamente delusi. 

Però sarebbe stato facile vestirsi in modo appropriato e fare discorsi adeguati al ruolo che si erano scelti…

Non dubitava in realtà chi fossero i Prescott, eppure, le tornava in mente sempre lo stesso pensiero: si è inclini a credere a ciò che la gente dice di sè.

Adoro il personaggio di Miss Marple, questa vecchietta astuta che riesce sempre a vincere su chi invece vuole prendersi gioco di lei, adoro il suo modo di condurre le indagini e la sua spiccatissima intelligenza. I romanzi di Agatha Christie sono dei capolavori perché oltre a intrattenere fanno anche riflettere e, se vi piace il genere, ve li consiglio caldamente. A presto!

Quando si è vicini a perderla, la Vita diventa molto più interessante, molto più degna di essere vissuta. Forse non è giusto, ma avviene sempre così. Soltanto quando si è giovani, forti e sani non si dà importanza alla Vita. Sono i giovani che si uccidono facilmente, per una delusione amorosa, per angoscia esistenziale, per paura di vivere. I vecchi invece conoscono il valore dell’esistenza, ne sanno il valore inestimabile e vi si aggrappano.

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Recensione “Assassinio sull’Oriente Express”

Eccomi qui, alle prese con un nuovo consiglio letterario da darvi. In questi giorni (a dir la verità solo due), sono stata perlopiù occupata dall’esigenza di terminare lo splendido romanzo di Agatha Christie “Assassinio sull’ Orient Express”. Non avevo mai visto il film ed ero terribilmente curiosa di leggere questo capolavoro. Beh è uno di quei romanzi che non si dimenticano facilmente, che ti prende e che ti “chiama”, per ricordarti che deve essere letto. Adoro quando trovo uno di questi racconti che mi costringe a leggere anche fino a notte fonda.

Hercule Poirot è in viaggio sul treno Orient Express nella carrozza Istanbul Calais, occupata, come nota subito il nostro detective, dalla più variegata delle compagnie. Ci sono infatti persone di differente ceto sociale, età e nazione, che, per caso o forse no, si sono ritrovati a viaggiare in quel non troppo usuale periodo dell’anno. Troviamo l’americano Samuel  Ratchett con il suo cameriere Edward Masterman e il segretario Hector MacQueen, il conte e la contessa Andrenyi, la principessa Dragomiroff con la cameriera tedesca Hildegarde Schmidt, l’italiano Antonio Foscarelli, lo stravagante Cyrus Hardman, la gelida Mary Debenham e il suo strano rapporto con il colonnello Arbuthnot, la mite Greta Ohlsson con l’eccentrica Caroline Hubbard e il controllore Pierre Michel. Durante una tempesta di neve, a notte fonda e con il treno fermo, Samuel Ratchett viene ucciso: Poirot sente un uomo scusarsi in francese con il controllore e, mettendo il naso fuori dal suo scompartimento, nota una donna con uno strano kimono scarlatto con dipinti dragoni verdi. Un’indagine accurata, il giorno dopo, gli permette di capire che Ratchett non è la vera identità dell’uomo, bensì si tratta di Cassetti, coinvolto qualche anno prima, nell’orribile delitto di una bambina di tre anni: il delitto Armstrong. Poirot inizia quindi a interrogare i passeggeri che hanno un alibi perfetto, forse troppo, cosa che, alla fine, lo porta a risolvere l’enigma che sembrava impossibile. Il finale è sconvolgente e suscita numerosi interrogativi.

Ecco, davvero non posso scrivere di più altrimenti vi rovino tutto. Se non avete visto il film ve lo consiglio caldamente perché, questa lettura da “brivido”, vi terrà con il fiato sospeso fino all’ultima riga.

“Ah, ne conviene? Non ci ha mai pensato nessuno, credo. Eppure…sembra fatto apposta per un romanzo, amico mio. Intorno a noi c’è gente di ogni condizione sociale, età e nazionalità. Per tre giorni, questi estranei saranno costretti a restare insieme. Dormiranno e mangeranno sotto lo stesso tetto, non potranno allontanarsi l’uno dall’altro. E alla fine dei tre giorni si separeranno, se ne andranno ognuno per la propria strada, per non rivedersi forse mai più”

“Questa è una bella frase” disse Poirot. “L’impossibile non può essere accaduto, quindi l’impossibile deve essere possibile malgrado le apparenze”