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Recensione di “Polvere negli occhi” di Agatha Christie.

Non riesco più a smettere di leggere Agatha Christie e, infatti, l’ultimo romanzo che ho terminato è lo straordinario “polvere negli occhi”. Che bello rimanere svegli fino a tarda notte per leggere, quanto mi piace!

In casa Fortescue si stanno verificando strani e spaventosi delitti. Dapprima il miliardario Rex Fortescue muore per avvelenamento da tassina,  poi la sua bellissima e più giovane moglie Adele e per ultima la povera, piccola e spaventata cameriera Gladys Martin. Proprio quest’ultima è una cara conoscente di Miss Marple che, appena saputo della sua scomparsa, prepara armi e bagagli e si dirige sul luogo. Naturalmente il suo aiuto è determinante per la risoluzione di quello che sembra un inestricabile enigma e per la giusta punizione di uno spietato assassino.

Questo libro ha da subito catturato la mia attenzione e, davvero,vi lascerà a bocca aperta sapere chi ha avuto il cuore così duro da compiere certi delitti. La cosa che però più mi ha fatto tenerezza è la storia di Gladys Martin. Da sempre considerata da tutti brutta e insignificante, con un grande sogno nel cassetto: innamorarsi e avere un fidanzato. L’assassino si approfitta di lei, dei suoi sentimenti e poi la uccide, incontrandola con la scusa di un finto appuntamento per la quale lei si era vestita con le calze migliori e le scarpe della festa. Che tenerezza che tenerezza, e che schifo che mi fa la gente che prende in giro i sentimenti di chi è innamorato!!! Mi sono immaginata la felicità di questa ragazza che pensava di rimanere per sempre sola e che invece incontra un bellissimo ragazzo che le promette addirittura di sposarla, il suo credere all’amato e il compiere un sacco di stupidaggini per lui. Perché si, carissimi, quante cavolate si fanno per amore! E alle volte tutto questo mi spaventa perché davvero, come la Christie ci insegna in romanzi quali “nemesi”, l’amore è il sentimento più pericoloso del mondo.

Le tornarono in mente le ultime parole di quella letterina patetica: “potete vedere, signora, che bel ragazzo è il mio Bert.” Le lacrime salirono agli occhi di Miss Marple. Alla compassione fece seguito la collera, collera nei confronti di un assassino spietato.

Chi sarà mai Bert? La risposta è tra le pagine di questo splendido libro! A presto!!!

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Recensione di “Assassinio allo specchio” di Agatha Christie

Eccomi qui, a recensirvi una lettura fresca fresca che ho fatto sotto il sole cocente di Agosto. La routine di questa settimana ha previsto sempre lettino, ombrellone, spiaggia, mare e “assassinio allo specchio” di Agatha Christie.

Siamo a St Mary Mead, il paesino Inglese in cui abita la straordinaria Jane Marple, ormai molto in avanti con gli anni e costretta a sopportare le opprimenti cure della signorina Knight. Stanca e annoiata, riceve una sola prescrizione dal dottor Haydock: occuparsi di qualcosa come ai vecchi tempi. Nemmeno a dirlo, la placida comunità viene sconvolta da un evento straordinario: nella vecchia casa della signora Bantry, Gossington Hall, viene ad abitare la famosa diva del cinema Marina Gregg con il marito Jason Rudd e, alla festa di inaugurazione della nuova abitazione, perde la Vita la signora Badcock. Morte accidentale o assassinio? Le autorità diventano sempre più certe della seconda opzione ed è qui che Miss Marple entra in azione permettendo al tenente Craddock di districarsi nell’intricato groviglio di testimoni e sospetti.

Come ogni libro di Agatha Christie, anche questo è un romanzo avvincente che tiene incollato il naso alle pagine fino all’ultima riga, però devo dire che la signorina Marple è poco presente. Io sono proprio una patita del personaggio e quindi sono rimasta un po’ delusa di leggere più delle azioni del tenente Craddock e della signora Bantry che di quelle di Miss Marple. Tuttavia è una lettura che vi consiglio caldamente, ma è una cosa assolutamente ovvia trattandosi della mitica Agatha! È un romanzo affascinante, anche per il personaggio di Marina Gregg e il finale è davvero inaspettato e sensazionale, la signora Christie non delude mai! A presto carissimi!!!

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Recensione del libro “Miss Marple nei Caraibi” di Agatha Christie

Grazie alla bontà del caro nipote Raymond, Miss Marple si trova a soggiornare in uno splendido villaggio dei Caraibi. In questo delizioso paradiso tropicale, il maggiore Palgrave la intrattiene con i racconti di tutte le sue avventure inventate o meno. Durante una di queste lunghissime e noiose chiacchierate, il vecchietto tira fuori la storia di un delitto e afferma di avere la foto dell’assassino nel portafoglio e, proprio mentre sta per mostrarla a Miss Marple, qualcosa alle spalle della vecchietta lo spaventa, diventa cianotico e cambia repentinamente discorso: quella stessa notte il vecchio maggiore viene trovato morto. La signorina Marple non accetta la teoria della morte naturale e inizia quindi una personalissima indagine che la porterà a scoprire la più sconvolgente delle verità.

Questo romanzo di Agatha Christie, oltre a tenermi con il fiato sospeso fino all’ultima pagina, mi ha fatto davvero riflettere su quanto poco sappiamo delle persone che pensiamo di conoscere. Gli altri si presentano in base a quello che dicono, a come si vestono e comportano, ma chi sono veramente? Capita infatti talvolta, e purtroppo a me è successo recentemente, che ci costruiamo un’opinione su una certa persona che si rivela poi totalmente sbagliata, lasciandoci profondamente delusi. 

Però sarebbe stato facile vestirsi in modo appropriato e fare discorsi adeguati al ruolo che si erano scelti…

Non dubitava in realtà chi fossero i Prescott, eppure, le tornava in mente sempre lo stesso pensiero: si è inclini a credere a ciò che la gente dice di sè.

Adoro il personaggio di Miss Marple, questa vecchietta astuta che riesce sempre a vincere su chi invece vuole prendersi gioco di lei, adoro il suo modo di condurre le indagini e la sua spiccatissima intelligenza. I romanzi di Agatha Christie sono dei capolavori perché oltre a intrattenere fanno anche riflettere e, se vi piace il genere, ve li consiglio caldamente. A presto!

Quando si è vicini a perderla, la Vita diventa molto più interessante, molto più degna di essere vissuta. Forse non è giusto, ma avviene sempre così. Soltanto quando si è giovani, forti e sani non si dà importanza alla Vita. Sono i giovani che si uccidono facilmente, per una delusione amorosa, per angoscia esistenziale, per paura di vivere. I vecchi invece conoscono il valore dell’esistenza, ne sanno il valore inestimabile e vi si aggrappano.