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“La signora in giallo: omicidi e buone maniere” di Donald Bain

Sono proprio contenta di recensirvi, oggi, questo libro che mi è piaciuto tantissimo perché ha come protagonista uno dei miei personaggi preferiti in assoluto: la mitica Jessica Fletcher.

Jessica e l’affascinante amico ispettore capo di Scotland Yard, George Sutherland, sono stati invitati a trascorrere l’ultimo dell’anno A Castorbrook Castle, ospiti dei conti di Norrance, prestigiosi esponenti dell’aristocrazia Inglese. Mentre fervono i preparativi per l’imminente ricevimento, Jessica scopre in giardino il cadavere di una donna che poi si scoprirà essere la cameriera personale della contessa. Nonostante il dolore per la perdita e la polizia che conduce le indagini, il gran ballo ha inizio e, allo scoccare della mezzanotte, sullo sfondo di stupendi fuochi d’artificio, il conte di Norrance si accascia e muore improvvisamente. E ormai chiaro per i due protagonisti che le morti sono collegate e la nostra cara Jessica si lancia in  pieno alla scoperta di scomodi segreti e complicati intrighi che la porteranno a risolvere di nuovo il caso.

Bello, bellissimo, ma io sono di parte devo ammetterlo. Ogni giorno seguo la mia beniamina alle 13 su rete 4 e adoro e ammiro la sua personalità genuina e schietta. Donald Bain è fantastico, ha scritto molti libri con Jessica come protagonista e io li ho quasi letti tutti, questo è quello che ora potete trovare in libreria. Se volete calarvi nell’atmosfera Natalizia della campagna Inglese e risolvere insieme a Jessica un delitto “reale”, allora vi straconsiglio questa lettura. A presto! 

 

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Noi e i romanzi

Che dire, è bellissimo la sera, finiti tutti gli impegni della giornata, sedersi su una comoda poltrona o sdraiarsi sul letto e leggere un libro finché si è troppo stanchi per continuare a tenere gli occhi aperti. C’ è però una cosa che, secondo me, è ancora più bella: vivere il libro. Che cosa intendo? Portarsi il volume sempre appresso, leggere in metro, sull’autobus, in fila alla posta, durante la pausa pranzo. Mi è sempre piaciuta l’idea del libro come compagno, fintantoché lo hai con te niente può disturbarti, nessuna fila, nessun contrattempo, ma non perché devi riempire quel tempo in qualche modo ma perché hai bisogno del libro, hai bisogno di sapere cosa stanno facendo i personaggi, hai bisogno di immergerti di nuovo in quel mondo. Questa a mio avviso è la forma più bella di lettura che esista anche se magari si leggono poche righe o pagine alla volta. Invidio tantissimo quelle persone che riescono a leggere mentre camminano, lo trovo fantastico, o quelle che le incontri al mattino in ascensore e hanno già il naso tra le pagine del loro adorato libro. Io a volte non lo faccio solo per motivi di cervicale, ma davvero non posso stare senza il mio libro. Ecco in questo ci aiutano tantissimo, al giorno d’oggi, gli ebook-reader. Allora… mi piacerebbe sapere voi che rapporto avete con i vostri romanzi, quando, dove leggete, quali sono le vostre abitudini di lettura. Vi aspetto!!!

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Recensione “Verrà il vento e ti parlerà di me”

Eccomi qui, con la recensione di un libro appena uscito: “Verrà il vento e ti parlerà di me” della scrittrice Francesca Barra. Devo dire che era da molto tempo che non mi confrontavo con una lettura così importante dal punto di vista emotivo, più volte ho pianto immersa totalmente nel racconto e sono incapace di descrivere a parole la magia che pervade l’intero romanzo. Quella dei personaggi è un’esistenza comune in un piccolo paesino della Basilicata, non viaggiano, non sono importanti agli occhi del mondo, eppure la trama della loro vita arricchisce e fortifica quella degli altri.

Teresa, cresciuta nei “sassi”, un giorno si trasferisce nella tenuta del Cavalier Torrenova, dove il padre aveva trovato impiego come giardiniere. Proprio qui riesce a far breccia nel cuore di Mimì, figlio del proprietario, e tra i due nasce una meravigliosa storia d’amore che ricorda proprio, come dice Teresa, quella di Cenerentola: da serva che era, infatti, la ragazza diventa la padrona di casa e una delle persone più influenti del paese. Dalla loro unione nasce un’unica figlia, Domenica, che non sarà mai in ottimi rapporti con la madre perché vorrebbe tutte per sé le attenzioni di Mimì. Domenica un giorno porta a casa Antonio, ragazzo pieno di sogni, che verranno spezzati proprio da Don Mimì e i due si sposano mettendo al mondo quattro figli: Massimo, Mary, Caterina e Mimmo. Caterina è quella che instaura un legame speciale con la nonna, è la nipote che le somiglia di più e diventa erede dei suoi valori, della sua straordinaria storia e del suo sogno di non abbandonare mai quella terra. Attraverso squisite ricette, dettatele dalla nonna in un caldo Agosto e appuntate in una vecchia agenda, viene raccontata la storia di Teresa e, parallelamente quella di Caterina, sullo sfondo di una terra la cui luce riesce a pervadere ogni pagina del libro.

All’inizio pensavo che non sarei riuscita a immergermi totalmente nel racconto, mi sentivo diversa dai protagonisti in quanto non conosco la Basilicata, la mia famiglia non è così unita e non sono nemmeno una studentessa fuori sede. Invece poi ho addirittura trovato delle affinità con Caterina: lei è nata il 24 Settembre io il 28 tutte e due con il cordone ombelicale attorno al collo e tanti capelli neri in testa, Caterina compila innumerevoli liste proprio come me e poi anche lei, confrontandosi con la società moderna, percepisce il disagio di vedere che a certe piccole ma preziosissime cose non si attribuisce più alcun significato. Teresa poi è appena entrata a far parte della mia lista “personaggi preferiti dei libri”: adoro la sua forza, il suo carattere magnetico e soprattutto il suo essere indispensabile e profondamente amata da Mimì, bellissimo il pezzo in cui lei chiede a Dio di farli incontrare di nuovo nell’aldilà. Sono rimasta totalmente affascinata dalla favola della sua esistenza e dall’impatto che essa ha avuto sui suoi cari.

Se avete voglia di confrontarvi con una storia che ha il sapore delle cose buone di un tempo e di riflettere su quanto sono preziose le nostre radici ,questo libro fa per voi. Io lo promuovo con ottimi voti e sono sicura che, una volta terminato il romanzo, mancheranno anche a voi i suoi personaggi. A presto!

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sono una lettrice!!!

sono una lettrice. Si una lettrice, posso finalmente dichiararlo con sicurezza. Fino a qualche tempo fa infatti mi sentivo davvero in colpa nei confronti dei libri: li amavo, ne compravo a bizzeffe ma spesso abbandonavo la lettura di quelli che proprio non mi prendevano che, quindi, rimanevano a metà. Erano proprio questi libri rimasti a metà che mi davano quel grandissimo senso di colpa perché ho sempre considerato il lettore vero come colui che non abbandona fino alla fine il libro che sta leggendo. Io quindi mi sentivo davvero un disastro! Ho quindi voluto fare delle ricerche, un piccolo sondaggio tra coloro che leggono libri e anche tra coloro che li scrivono per scoprire, così, che nella categoria di “lettore” non rientra una figura specifica. Ci sono quelli che leggono di tutto, quelli che leggono solo un determinato genere, chi ha mille libri in lettura sparsi per la casa e chi invece ha un unico libro che legge fino all’ultima pagina. Noi lettori siamo tantissimi e tutti diversi sapete perché? Perché la lettura fa parte di noi, di chi siamo, riflette la nostra unicità e ognuno ha il suo peculiarissimo modo di rapportarsi con il libro: è fantastico ed affascinante, liberatorio anche. Io sono una di quelle che legge più libri contemporaneamente, che se un libro non le piace non riesce proprio a finirlo e che alterna momenti di voracità indicibile a lunghi silenzi letterari. Sono così ma amo tantissimo la lettura, adoro perdermi tra le pagine di un libro e credo che proprio questi aspetti siano quelli che mi rendono una lettrice in piena regola. E voi che lettori siete? A presto!

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cosa cerchi in un romanzo?

Cosa rispondereste alla domanda “cosa cerchi in un romanzo?”

Io in un romanzo cerco perlopiù amici, persone con cui posso confrontarmi e da cui posso imparare qualche cosa. Sono sempre in cerca di personaggi che vivano o abbiano vissuto le mie stesse esperienze così per avere un consiglio, un nuovo punto di vista sulla situazione ma anche per sentirmi meno sola a vivere certe esperienze. Vi è capitato mai di dire: cavolo anche a me succede così, anche io ho le stesse paure o anche io ho reagito così! Una sensazione spettacolare a mio avviso perché ti fa sentire meno sola e più in empatia con le persone. Quanto conforto ho trovato in certi personaggi e che bellezza sarebbe stato ritrovarli nella Vita reale! Un’altra cosa che voglio da un romanzo è immergermi completamente in esso. Deve occupare la mia mente giorno e notte, deve condizionare la mia realtà: allora si è una buona storia e avrà la mia attenzione fino all’ultima pagina. E voi? Cosa cercate in un romanzo?